Sette consigli fondamentali per essere sicuro di scegliere il miglior fotografo per il tuo matrimonio. Ovvero quelli che non troverai mai leggendo questo articolo.

Volevo evitare di aggiungere l’ennesimo articolo “seo oriented” ai tanti già presenti in rete, ma sfruttare invece questo tema per fare il punto su questo argomento in modo alternativo. Non darò quindi i 7, 9 o 11 consigli per scegliere al meglio il proprio fotografo di matrimonio, ma proverò a spiegare da chi vorrei essere scelto per fotografare le sue nozze.

Sembra la premessa di un articolo dai toni leggermente narcisistici, eppure è esattamente il contrario. Partiamo da un punto fondamentale: pur essendo un fotografo ed essendo il mio “prodotto” il servizio fotografico, vado un pò controcorrente perchè mi piacerebbe che i miei clienti, gli sposi in questo caso specifico, mi scegliessero prima di tutto come persona, e solo in un secondo momento valutassero il mio “prodotto”, le mie fotografie attraverso il portfolio.

Partendo da questa premessa, si evidenzia subito una caratteristica importante e che io ritengo fondamentale del mio approccio a questo lavoro: la parte umana. Ho già provato a sintetizzarlo in qualche altra pagina del sito, qui volevo parlarne in maniera più approfondita.

Non è un modo di dire, non sono belle parole, è proprio il mio obiettivo, la mia ricerca personale, quello che per me fa la differenza tra un lavoro fatto con soddisfazione ed un altro fatto per “dovere”: voi.

Non “voi” in generale, voi potenziali clienti, voi futuri sposi, ma “voi” inteso proprio come voi due, Paolo e Paola, Bruno e Bruna, Francesco e Francesca.

La parte che preferisco di meno di questo lavoro è il primo contatto. A meno che non si venga presentati da qualcuno, si tratta spesso di un contatto formale, attraverso una mail o una telefonata per richiedere informazioni o il costo del servizio fotografico, o peggio ancora attraverso invii di richieste di preventivo seriali, inviate magari in automatico da portali che selezionano automaticamente tutti i fotografi di una certa zona.

So che si tratta di un’utopia, ma il mio contatto ideale dovrebbe avvenire quando chi sta cercando ha già imparato un pò a conoscermi, perchè ha letto qualcosa di me sul sito, perchè mi ha cercato sui social dove magari sono un pò meno formale rispetto alla vetrina del sito web, perchè le mie foto gli hanno suggerito qualcosa che va oltre la bella foto degli sposi che si baciano davanti ad un tramonto.

A quel punto la mail o la chiamata diventa un semplice modo per mettersi in contatto, per vedere se la persona che c’è dall’altra parte corrisponde all’idea che ci si è fatti. Così si parte già con il piede giusto. Si parte con un interesse, non con una semplice richiesta per soddisfare un bisogno attraverso un servizio.

Superato lo scoglio del primo contatto, una cosa a cui tengo davvero tanto è l’incontro, sia di persona che attraverso skype nel caso non fosse possibile. Ritengo che sia proprio in quel momento che si decide tutto e per quanto mi riguarda dopo pochi minuti solitamente ho già capito se quei due ragazzi mi permetteranno di raccontare davvero la loro storia o se dovrò limitarmi ad essere spettatore. Sicuramente attento, professionale e scrupoloso, ma solo spettatore.

Noi fotografi si sa, siamo un pò fissati con l’estetica, la luce giusta, i dettagli per cui un matrimonio molto curato dal punto di vista degli allestimenti, con una bella location e due sposi che sembrano usciti da un catalogo di Vogue sembrerebbero essere il sogno di chiunque.

Io posso dire in assoluta sincerità che se dovessi scegliere tra due Persone con il cuore aperto e che mi scelgono perchè mi apprezzano prima come persona che come fotografo ed il matrimonio dell’anno sceglierei ad occhi chiusi i primi. Perchè quello che cerco non è la bella foto ma la storia da raccontare, le persone da conoscere, gli occhi che luccicano persi l’uno nello sguardo dell’altro.

Mi piace tantissimo quello sguardo veloce a cercarmi durante un momento di imbarazzo per cercare una conferma, la naturalezza con cui mi permettete di seguirvi durante i preparativi, l’emozione con cui mi abbracciate alla fine della cerimonia: è vero che sono lì per lavorare, ma è proprio questa sottile complicità che si crea quello che mi permetterà di farlo al meglio e nel modo più naturale e spontaneo possibile.

Allora è chiaro qual è il segreto per scegliere il fotografo perfetto? Non lo so, io vi ho detto il mio. Ad ognuno le sue priorità.